Nûna Moves – Intervista a Raquel Koya Mapelli

Yoga Uyuni3

Uno dei paesaggi piú incredibili: Salar di Uyuni, il deserto di sale grande ben 10.582 km².

“Siamo quello che facciamo” diceva Aristotele.

Se mi chiedessero di definire in una frase Raquel, sceglierei questa.

Raquel Koya Mapelli nasce a Treviglio da mamma peruviana e papà italiano. Vive a Grezzago – paesino vicino a Trezzo sull’Adda – e frequenta le scuole a Milano. Dopo la maturità classica si trasferisce a Brescia e frequenta l’accademia di restauro di Botticino, conseguendo una laurea triennale sul restauro. Fin da piccola, Raquel, si appassionò alla ginnastica artistica e al mondo dell’acrobatica. Dopo la laurea arriva la chiamata di un’amica da Bergamo che le propone di prendere il suo posto nel particolare progetto sociale “dire, fare e abitare”, una sorta di casa accoglienza per persone con problemi economici. Raquel accetta il lavoro come volontaria in cambio di alloggio e nel frattempo lavora nel laboratorio di restauro di Delfina Fagnani. Dopo 10 mesi si trasferisce a Parigi per un anno come ragazza alla pari e intanto lavora in una compagnia di danza. E proprio a Parigi introduce le prime lezioni di acroyoga. Tornata a Bergamo si appassiona all’acroyoga frequentando i corsi di Yoga Bergamo. Un po’ meno di tre anni fa viaggia verso la Danimarca per frequentare un corso di formazione di acroyoga e li conosce il suo attuale fidanzato, Kasper Karup, con cui ha condiviso lo straordinario progetto “Nûna Moves”.

Nûna in Quechua -l’antica lingua degli Incas in Perù- significa “anima” o “spirito con le ali” o anche “padre” in alcune regioni. Nûna Moves è un viaggio di “condivisione” (come piace definirlo a lei) durato sette mesi e mezzo. Raquel e Kasper hanno visitato Cuba, Messico, Perù, Bolivia, Argentina e Brasile.

  • Come è nata l’idea di girare l’America del Sud e insegnare acroyoga?

Il progetto nasce, in primis dalla voglia di riconnettermi alle mie radici peruviane, e poi dalla voglia di condividere con altri le nostre conoscenze. Nuna Moves è la condivisione gratuita delle nostre conoscenze di yoga, acroyoga, danza, fotografia e restauro con le comunità sudamericane.

  • Quale parte del tuo viaggio è stata la più bella?

La parte più bella è stata a Lima, quando abbiamo deciso di organizzare un festival con due amici sudamericani, Franco e Jassos. In sole tre settimane abbiamo creato Aire, un festival gratuito di un giorno aperto a tutti. Un festival di movimento, con i maggiori insegnanti del Peru che hanno insegnato gratuitamente. E’ stato davvero emozionante vedere una comunità intera spostarsi per partecipare all’evento, anche se in realtà nessuno ci guadagnava nulla. Una vera lezione di vita.

  • Quale, invece, è stata la più difficile?

Direi che in assoluto la parte più difficile è stata intorno ai 4 mesi, quando ha iniziato a mancarmi casa. Viaggi e vedi posti magnifici, conosci gente splendida, ma vorresti casa tua. E poi anche in Messico quando ci siamo ammalati entrambi. Siamo rimasti per due intere settimane a letto, ma poi la terza ci siamo ripresi!

  • Durante il vostro viaggio avete lavorato anche con i bambini?

Si, in Messico abbiamo lavorato per un progetto artistico di volontari che si occupa di spazi per bambini o che non hanno famiglia, o che sono sempre soli durante il giorno quando i genitori lavorano in campagna. Per loro insegnavamo yoga e acroyoga.

  • Come e quando ti sei approcciata allo yoga prenatale?

Il mio interesse verso lo yoga in gravidanza nasce dalla necessità di avere conoscenze scientifiche e da curiosità personali sulla gravidanza e sulla maternità. Quando sono atterrata a Lima, ho saputo della presenza di Jennifer More, insegnate californiana specializzata in yoga pre e post parto. Lei ha creato un suo metodo (che potete trovare a questo indirizzo: https://www.dolphinmethod.com/) basato sulla consapevolezza che una donna (prima e dopo la gravidanza) va fortificata e non considerata come malata. Il suo metodo prepara la donna al parto con sequenze di fortificazione fisica e mentale. Ho partecipato al suo corso e ho conseguito l’attestato di insegnante di yoga prenatale e post parto.

 Durante il training di Prenatal Vinyasa Yoga per diventare insegnante di yoga prenatale con Jennifer More e Jessica de la Peña.

 

  • Cosa ti porti da questa esperienza?

Sicuramente un bagaglio di conoscenze incredibili. Questo viaggio ha superato ogni mia aspettativa. Vorrei creare una grande comunità come abbiamo fatto nel nostro viaggio. Vorrei insegnare alle donne a riconnettersi con il proprio corpo. E soprattutto vorrei che ciò sia accessibile a tutti e non solo a chi è allenato a fare yoga.

Raquel in the valley

Raquel nella Valle Sagrado, Perú.

Raquel y Kasper Bolivia

Raquel e Kasper sull’isola del Pesce in Bolivia, tra i cactus piú antichi del mondo.
Cuzco Templo de la Luna, un luogo sacro per gli Incas, a quasi 4000 m di altitudine. Il nostro luogo preferito.

 

Amici Per La Pancia ringrazia Raquel per la sua disponibilità e per la bellissima chiacchierata che – attraverso i suoi emozionanti racconti- ha fatto viaggiare un pò anche noi.

Potete approfondire il viaggio di Raquel e Kasper qui:

Sito web: www.nuna.life

Pagina Facebook: @nuna.project

Instagram: @nuna.life
-Stefy-

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